Flessibilità relazionale

Un metodo formativo per migliorare la comunicazione verbale e non verbale
1995, Franco Angeli, Milano

In questo libro laboratorio l'autrice presenta il modello di flessibilità relazionale che recita non esistere comportamenti comunicativi giusti o sbagliati, in quanto lo stesso comportamento può risultare efficace in una situazione e non in un'altra.
Flessibilità non come compromesso, ma come capacità di trovare soluzioni comportamentali efficaci il cui risultato sia soddisfacente per sé e per gli altri.
Flessibilità non come camaleontismo, ma come capacità di gestire i vari livelli rappresentati dalle aree del comunicare compresenti nel processo comunicativo, quali ad esempio capire e sentire, coinvolgimento e distacco, ritmo lento e ritmo veloce, femminile e maschile, che utilizzano cervello destro e cervello sinistro, e che determinano i modi di essere, di rapportarsi diversi per ogni individuo e per ogni cultura.
Flessibilità non come adattamento passivo, ma come scelta responsabile tra comportamenti comunicativi possibili piuttosto che 'costrizione' ad un unico comportamento sperimentato e 'dato'. Questo tipo di flessibilità a) si ottiene con l'ampliamento dell'abituale range comportamentale verbale e non verbale, che consente posizionamenti situazionali efficaci lungo il continuum di polarità complementari, e b) si sviluppa nel metodo EC (Emozioni e Comunicazione) attraverso una ricerca-azione che mette l'azione al servizio del conoscere e il conoscere al servizio dell'azione. La ricerca-azione richiede che i soggetti siano attivi, che assumano un tipo di logica creativa e inclusiva (e/e) che affianchi la logica disgiuntiva, riduttiva ed esclusiva (o/o) imperante nella nostra cultura.

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