L'intuizione


2007, Xenia Editrice, Milano

L'ipotesi di fondo che viene proposta in questo libro è che l'intuizione non è una facoltà extrasensoriale del tipo premonizione, in quanto l’intuizione porta a dare risposte concrete e quindi a creare soluzioni non previste mentre la premonizione consente di “sentire”, quanto accadrà o sta accadendo, ma che non è ancora concretamente avvenuto.
L’intuizione non è neppure una logica di un ordine ancora da scoprire o una produzione della sensitività. Intuizione e sensitività sono termini spesso confusi. Tra essere sensitivi e essere intuitivi vi è una sostanziale differenza, il sensitivo di solito ricerca fuori di sé e “sente”, mentre l’intuitivo ricerca dentro di sé e “capisce o scopre”.
L’intuizione non è da confondere con la sincronicità, come qualche volta è accaduto, in quanto è definita da Jung la coincidenza nel tempo di due o più eventi casualmente non correlati anche se legati dallo stesso o simile significato..
L’intuizione si avvale di una forma di conoscenza dall’autrice denominata "intelligenza intuitiva", quale capacità essenziale per produrre il nuovo. Se il noto è ciò che già si conosce, è ciò a cui si attinge quando ci si avvicina ad un problema applicando ad occhi chiusi ciò che si è applicato per altre soluzioni, il nuovo è ciò che non si conosce, è ciò che deve essere ancora prodotto, ma che può essere prodotto solo con l’allontanamento dal noto. dall’atteso, da ipotesi precostituite.

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